Risotto al Castelmagno

Risotto al Castelmagno

『Scopri il risotto al Castelmagno, un piatto elegante con un sapore intenso grazie al formaggio piemontese. 』


PRESENTAZIONE

Il Risotto al Castelmagno è un primo piatto che valorizza uno dei formaggi più caratteristici del Piemonte attraverso una preparazione essenziale e ben equilibrata. Il Castelmagno possiede un gusto complesso, sapido e progressivamente più intenso con la stagionatura, mentre il riso Carnaroli crea la base cremosa necessaria per accoglierlo senza perdere struttura. Le noci completano il piatto con una componente croccante che introduce contrasto e rende il risultato più articolato.

La riuscita dipende soprattutto dal dosaggio del formaggio e dalla consistenza finale del riso. Il Castelmagno deve sciogliersi e legarsi al fondo senza rendere il risotto troppo salato o pesante, mentre il Carnaroli deve rimanere al dente e morbido. Anche il brodo va mantenuto delicato, così da non coprire il carattere del formaggio.

Il Castelmagno e il suo ruolo

Il Castelmagno è un formaggio piemontese a pasta semidura o dura, prodotto con latte vaccino con eventuali aggiunte consentite di latte ovino o caprino secondo il disciplinare. Con la maturazione sviluppa un profilo aromatico più complesso e può presentare venature interne, ma non va descritto genericamente come un formaggio erborinato.

Per il risotto è preferibile utilizzare un Castelmagno abbastanza maturo da avere un gusto riconoscibile, ma non così intenso da dominare completamente il piatto. Va privato delle parti esterne non destinate al consumo e sbriciolato o tagliato finemente, così da sciogliersi più facilmente durante la mantecatura.

Preparare le noci

I gherigli di noce vanno controllati con attenzione, eliminando eventuali parti scure o irrancidite. Possono essere tritati grossolanamente al coltello, lasciando alcuni pezzi più grandi per creare contrasto con la cremosità del riso.

Una breve tostatura in padella asciutta può intensificarne l’aroma. È importante però non esagerare con il calore, perché la frutta secca brucia rapidamente e può sviluppare note amare.

Dopo la tostatura le noci vanno trasferite subito su un piatto. Una parte può essere incorporata al risotto, mentre il resto può essere utilizzato per completare il servizio.

Lo scalogno come base aromatica

Lo scalogno va tritato finemente e fatto appassire in casseruola con poco olio extravergine di oliva e una piccola quantità di burro. Il fuoco deve essere dolce, così lo scalogno diventa morbido e traslucido senza assumere una colorazione troppo marcata.

Una base eccessivamente rosolata introdurrebbe note dolci e tostate che potrebbero interferire con il Castelmagno. Se il fondo tende ad asciugarsi, è preferibile aggiungere un cucchiaio di brodo caldo invece di aumentare troppo i grassi.

Quando lo scalogno è pronto, si può procedere con il riso.

Tostare il Carnaroli

Il riso Carnaroli viene aggiunto alla casseruola e tostato per alcuni minuti, mescolando in modo che tutti i chicchi si scaldino uniformemente. La tostatura non sigilla l’amido, ma aiuta il riso a mantenere una buona struttura durante la cottura.

Quando i chicchi risultano ben caldi e leggermente traslucidi ai bordi, si può iniziare ad aggiungere il brodo. In questa versione il vino bianco non è indispensabile: ometterlo permette di lasciare maggiore spazio al profilo aromatico del formaggio.

Se si desidera utilizzarlo, è preferibile scegliere un vino secco e non troppo aromatico, lasciandolo ridurre bene prima di procedere con il brodo.

La cottura con il brodo

Il brodo vegetale deve essere mantenuto caldo in una casseruola separata e aggiunto poco alla volta. È sufficiente versarne un mestolo quando il liquido precedente è stato quasi assorbito, mantenendo il riso costantemente umido ma non completamente sommerso.

Il risotto va mescolato con regolarità, senza però lavorarlo in modo continuo e aggressivo. L’amido rilasciato progressivamente contribuirà naturalmente alla cremosità finale.

Il sale deve essere regolato con grande prudenza. Il Castelmagno può essere già molto sapido, quindi è preferibile assaggiare il risotto nella fase finale e correggere solo se necessario.

Quando aggiungere le noci

Una piccola parte delle noci tritate può essere incorporata nella seconda metà della cottura. In questo modo il loro aroma si distribuisce nel fondo, mentre la consistenza si ammorbidisce leggermente.

Le noci rimaste vanno invece conservate per la fine, così da mantenere una componente croccante ben percepibile. Non serve utilizzarne una quantità abbondante: devono accompagnare il formaggio, non trasformarsi nell’elemento dominante del piatto.

La mantecatura con il Castelmagno

Quando il riso è al dente, la casseruola va tolta dal fuoco. Il risotto deve risultare ancora leggermente fluido, perché il Castelmagno e il burro aumenteranno la densità.

Si aggiunge il formaggio poco alla volta, mescolando fino a ottenere una crema uniforme. Una piccola quantità di burro freddo può completare la mantecatura e dare maggiore lucentezza. Non è necessario aggiungere Parmigiano, perché il Castelmagno possiede già intensità e sapidità sufficienti.

Se il risotto diventa troppo compatto, basta aggiungere poco brodo caldo e mescolare fino a recuperare una consistenza all’onda.

Pepe e servizio

Una leggera macinata di pepe nero fresco può completare il Risotto al Castelmagno, introducendo una nota speziata che si abbina bene al formaggio senza coprirlo. È preferibile aggiungerlo soltanto alla fine e in quantità moderata.

Dopo la mantecatura è sufficiente un riposo molto breve. Un’attesa troppo lunga farebbe assorbire altro liquido e renderebbe il riso eccessivamente compatto.

Il piatto va servito subito, completando eventualmente con qualche piccolo frammento di Castelmagno e le noci tenute da parte. Il risultato ideale presenta chicchi ben definiti, una crema morbida e uniforme e un contrasto netto tra la componente lattica del formaggio e la croccantezza della frutta secca.

Con brodo delicato, sale controllato e Castelmagno aggiunto fuori dal fuoco, il Risotto al Castelmagno mantiene un equilibrio preciso tra intensità, cremosità e struttura.

LA RICETTA

Porzioni
4
Difficoltà
Facile
Preparazione
10 min
Cottura
25 min
Totale
35 min

Ingredienti

  • 320    riso carnaroli
  • 1   l  brodo vegetale
  • 90   g  castelmagno
  • 40   g  noci
  • 1    scalogno
  • q.b.  burro
  • q.b.  olio extravergine di oliva


Preparazione

1

Preparazione dello scalogno

Pelare e tritare finemente lo scalogno.

2

Preparazione del soffritto

Scaldare una casseruola e aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva e una piccola noce di burro.

3

Appassimento

Far cuocere lo scalogno a fuoco dolce fino a renderlo morbido e trasparente.

4

Tostatura del riso

Versare il riso Carnaroli e mescolare per un paio di minuti fino a quando i chicchi diventeranno leggermente traslucidi.

5

Inizio della cottura

Aggiungere un mestolo di brodo vegetale caldo.

6

Cottura graduale

Proseguire la cottura aggiungendo il brodo poco alla volta e mescolando regolarmente.

7

Preparazione delle noci

Tritare grossolanamente le noci mentre il risotto cuoce.

8

Mantecatura

A cottura ultimata togliere il risotto dal fuoco e incorporare il Castelmagno grattugiato e una noce di burro.

9

Aggiunta delle noci

Unire le noci tritate e mescolare delicatamente per distribuirle uniformemente.

10

Riposo e servizio

Lasciare riposare il risotto coperto per un minuto, quindi servire decorando con scaglie di Castelmagno e qualche gheriglio di noce.


Suggerimenti di abbinamento

Vino:  un Langhe Arneis DOC, elegante e aromatico, ideale per bilanciare l’intensità del Castelmagno oppure un Dolcetto d’Alba DOC, morbido e fruttato, perfetto con i formaggi stagionati.

1 commento a “Risotto al Castelmagno

  1. Ho seguito la ricetta e il risotto è venuto molto cremoso, con il Castelmagno ben amalgamato. Ho aggiunto qualche noce in più in superficie per dare maggiore croccantezza. Il contrasto con il formaggio saporito mi è piaciuto davvero molto. (recipesaround.com)

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