
PRESENTAZIONE
Le Arance di Sicilia candite sono una preparazione tradizionale che permette di trasformare la scorza degli agrumi in un prodotto dolce, aromatico e versatile. La canditura modifica gradualmente la consistenza della buccia attraverso la cottura in uno sciroppo di acqua e zucchero, rendendola morbida, lucida e adatta sia a essere gustata da sola sia a entrare nella preparazione di numerosi dolci.
La Sicilia possiede una lunga tradizione legata alla coltivazione degli agrumi e le scorze d’arancia trovano largo impiego nella pasticceria regionale. Per ottenere un buon risultato, però, non basta scegliere frutti aromatici: è importante lavorare correttamente la buccia, ridurne l’amaro e procedere con una canditura sufficientemente graduale.
La scelta delle arance
La scorza è la parte utilizzata nella preparazione e deve quindi essere scelta con particolare attenzione. Sono preferibili arance con buccia non trattata dopo la raccolta, soprattutto quando la parte esterna viene destinata direttamente al consumo.
Prima di iniziare, i frutti devono essere lavati accuratamente e asciugati. La buccia può essere ricavata dividendola in spicchi oppure incidendola verticalmente per ottenere porzioni regolari.
Lo spessore è importante. Una scorza troppo sottile tende a perdere consistenza durante la cottura, mentre una buccia sufficientemente spessa mantiene meglio la propria struttura e produce canditi più morbidi e carnosi.
Contrariamente a quanto talvolta suggerito, non è sempre necessario eliminare completamente la parte bianca interna, chiamata albedo. È proprio questa parte a contribuire alla consistenza caratteristica delle scorze candite. Tuttavia, poiché può risultare amara, deve essere trattata adeguatamente prima della canditura.
Come ridurre l’amaro delle scorze
Le scorze d’arancia contengono naturalmente sostanze amare. Per rendere il risultato finale più equilibrato, vengono normalmente sottoposte a uno o più passaggi in acqua prima di entrare nello sciroppo.
Uno dei sistemi più comuni consiste nello sbollentare le bucce più volte, sostituendo l’acqua a ogni passaggio. In questo modo parte delle sostanze responsabili dell’amaro viene progressivamente eliminata, mentre la scorza si ammorbidisce.
Un’altra tecnica prevede un periodo di ammollo in acqua fredda, con cambi frequenti dell’acqua. I tempi possono variare in base allo spessore delle scorze e al grado di amarezza che si desidera conservare.
Non bisogna necessariamente eliminare ogni traccia amarognola. Una lieve nota amara contribuisce infatti al carattere del candito e bilancia la quantità significativa di zucchero utilizzata nella fase successiva.
Il principio della canditura
La canditura è un metodo di conservazione basato sull’aumento progressivo della concentrazione di zucchero all’interno della frutta o delle scorze. Durante il procedimento, parte dell’acqua presente nei tessuti viene progressivamente sostituita da uno sciroppo zuccherino.
Nelle preparazioni domestiche questo processo può essere semplificato attraverso una cottura lenta delle scorze in acqua e zucchero. Per ottenere una consistenza migliore è comunque preferibile evitare temperature eccessive o bolliture troppo violente.
Lo zucchero deve penetrare gradualmente nella buccia senza farla indurire troppo rapidamente. Una cottura delicata aiuta inoltre a preservarne la forma.
Con il procedere della canditura, le scorze diventano più lucide e leggermente traslucide. La parte bianca si ammorbidisce, mentre la superficie esterna conserva gran parte del caratteristico aroma agrumato.
Come ottenere scorze morbide e ben candite
Uno degli errori più comuni consiste nel prolungare la cottura a temperatura troppo alta nel tentativo di accelerare il processo. Uno sciroppo eccessivamente concentrato fin dall’inizio può infatti rendere più difficile una penetrazione uniforme dello zucchero.
È preferibile mantenere una cottura dolce e controllata. In alcune preparazioni tradizionali la canditura viene distribuita su più fasi, lasciando riposare le scorze nello sciroppo tra una cottura e l’altra.
Questo metodo richiede più tempo, ma permette allo zucchero di distribuirsi con maggiore gradualità.
Al termine, le bucce devono essere morbide ma ancora integre. Se destinate a essere consumate direttamente, possono essere lasciate scolare su una griglia fino a quando la superficie non risulta più eccessivamente appiccicosa.
Zucchero o cioccolato per completarle
Una volta asciutte, le scorze d’arancia candite possono essere lasciate al naturale oppure rifinite in modi diversi.
Una possibilità consiste nel passarle nello zucchero semolato. In questo modo si forma una sottile copertura cristallina che rende la superficie meno appiccicosa e aggiunge una consistenza leggermente granulosa.
Molto diffuso è anche l’abbinamento con il cioccolato fondente. Le scorze possono essere immerse completamente oppure soltanto a metà nel cioccolato fuso e lasciate successivamente solidificare. Il gusto intenso del cacao crea un contrasto particolarmente netto con la dolcezza dello zucchero e con le componenti aromatiche dell’arancia.
Anche il cioccolato al latte o quello bianco possono essere utilizzati, ma producono un risultato complessivamente più dolce.
Utilizzo nella pasticceria
Le Arance di Sicilia candite possono essere consumate semplicemente come piccolo dolce, ma trovano soprattutto numerose applicazioni in pasticceria.
Tagliate a cubetti, possono essere incorporate negli impasti di lievitati, torte e biscotti. Sono inoltre impiegate in diverse preparazioni della tradizione italiana, comprese alcune versioni di panettone, colomba e dolci siciliani.
La scorza candita può essere utilizzata anche come decorazione, intera o tagliata in strisce sottili. Il suo profilo aromatico si abbina bene a cioccolato, frutta secca, ricotta, creme e impasti speziati.
Per utilizzarla negli impasti è importante scolarla correttamente dallo sciroppo, in modo da evitare di introdurre una quantità eccessiva di umidità.
Conservazione delle arance candite
Le modalità di conservazione dipendono soprattutto da quanto è stata spinta la canditura e da come le scorze vengono lasciate al termine della preparazione.
Se rimangono immerse nel loro sciroppo, devono essere sistemate in contenitori molto puliti e conservate secondo condizioni adeguate alla ricetta utilizzata. Le scorze asciugate, invece, possono essere mantenute in un contenitore ben chiuso in un luogo fresco e asciutto per periodi più brevi.
Per una preparazione domestica è preferibile evitare di affidarsi alla sola presenza dello zucchero per una conservazione prolungata quando non si conoscono con precisione concentrazione dello sciroppo e condizioni igieniche.
Preparare le Arance di Sicilia candite richiede quindi soprattutto pazienza e controllo delle diverse fasi. La corretta riduzione dell’amaro, una canditura graduale e un’asciugatura adeguata permettono di ottenere scorze morbide, profumate e sufficientemente consistenti, pronte da gustare oppure da utilizzare come elemento aromatico in numerose preparazioni di pasticceria.
LA RICETTA
Ingredienti
- 350 g acqua
- 4 arance di Sicilia
- 400 g zucchero
- q.b. cioccolato fondente (facoltativo)
Preparazione
1 | Preparare le arance Lava con cura le arance biologiche; elimina la parte esterna della polpa lasciando la scorza intera. |
2 | Rimuovere l’amaro Taglia le bucce a strisce e sbollentale più volte in acqua fresca per eliminare l’amaro, cambiando l’acqua ogni volta. |
3 | Sciroppo di zucchero In una casseruola, scalda acqua e zucchero fino a ottenere uno sciroppo. |
4 | Canditura Aggiungi le bucce allo sciroppo bollente e cuoci a fuoco dolce finché le scorze diventano trasparenti e ripiene di zucchero. |
5 | Asciugatura Estrai le scorze e lasciale raffreddare e asciugare su una griglia o carta forno. |
6 | Finitura (facoltativa) Rotola nello zucchero o immergi a metà nel cioccolato fuso per un tocco extra di golosità. |
Suggerimenti di abbinamento
Vino: un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico fresco con sentori fruttati e leggermente minerali si abbina magnificamente al profilo delicato delle zucchine e alla rotondità del formaggio.
Birra: una birra blanche agrumata e speziata offre un contrasto rinfrescante ai sapori morbidi e cremosi degli anelli, bilanciando il piatto in modo armonico.






















