XX Bitter

XX Bitter

『Birra chiara dal carattere luppolato e deciso, con note erbacee e agrumate che conducono a un finale amarognolo e secco. 』


DESCRIZIONE

XX Bitter è una birra belga chiara ad alta fermentazione prodotta dalla Brouwerij De Ranke a Dottignies, nella provincia dell’Hainaut. La sua identità è costruita intorno a un amaro deciso e persistente, ottenuto attraverso l’impiego di luppoli Brewers Gold e Hallertau Mittelfrüh. Il produttore dichiara attualmente una gradazione alcolica del 6% e un livello di amaro compreso tra 60 e 65 IBU.

In alcune pubblicazioni meno recenti si può trovare una gradazione del 6,2%, ma il dato attuale riportato dal birrificio è 6%. Come sempre, l’etichetta della bottiglia specifica rimane il riferimento più sicuro, soprattutto quando si acquistano confezioni appartenenti a lotti o mercati differenti.

Una birra controcorrente

La prima cotta di XX Bitter risale al 1997, anno in cui Nino Bacelle e Guido Devos unirono esperienze e risorse dando forma alla Brouwerij De Ranke. Il birrificio considera questa birra una tappa fondamentale della propria storia.

Alla fine degli anni Novanta molte birre belghe diffuse sul mercato puntavano soprattutto su morbidezza, dolcezza e gradazioni elevate. XX Bitter seguì una strada diversa: corpo relativamente contenuto, finale secco e una quantità di luppolo capace di rendere l’amaro protagonista.

Per questo viene spesso considerata una delle birre che hanno anticipato il ritorno dell’interesse per i profili intensamente luppolati in Belgio. È però difficile attribuirle un primato assoluto. È più preciso descriverla come una birra pionieristica nel panorama belga moderno, nata prima della grande diffusione europea delle IPA artigianali.

Belgian Bitter o IPA?

XX Bitter viene talvolta classificata come Belgian IPA, ma il birrificio la presenta semplicemente come la propria birra ad alta fermentazione più amara. La definizione più utile è quella di Belgian Bitter o di blonde ale belga fortemente luppolata.

A differenza di numerose IPA contemporanee, non punta su aromi esplosivi di mango, frutto della passione o agrumi dolci. Utilizza varietà europee e belghe che esprimono soprattutto note erbacee, floreali, terrose e speziate. L’amaro ha un ruolo più importante dell’aroma tropicale.

Non va confusa con XXX Bitter, altra birra di De Ranke realizzata con il 50% di luppolo in più e caratterizzata da un valore dichiarato di 70-75 IBU. XX Bitter è disponibile stabilmente nei formati da 33 e 75 centilitri, oltre che in fusto, mentre XXX Bitter è una variante distinta.

L’impiego dei fiori di luppolo

De Ranke utilizza per le proprie birre fiori di luppolo interi anziché estratti. Il birrificio si rifornisce nella regione belga di Poperinge e conserva il luppolo al freddo per mantenerne le caratteristiche durante l’anno.

Per XX Bitter vengono impiegati Brewers Gold e Hallertau Mittelfrüh. Il primo contribuisce alla struttura amara e può portare sfumature erbacee, resinose e fruttate; il secondo è noto soprattutto per un profilo floreale, speziato e delicatamente erbaceo.

Queste indicazioni non significano che nella birra vengano aggiunti fiori ornamentali, resina, agrumi o spezie. Sono descrittori sensoriali associati alle varietà di luppolo e alla fermentazione. Il carattere finale nasce inoltre dall’interazione con malto e lievito.

Aspetto e schiuma

XX Bitter presenta un colore biondo paglierino, con un valore dichiarato di circa 10 EBC. La birra non viene filtrata, quindi può risultare leggermente opalescente o velata. Un deposito nella bottiglia è normale e non indica necessariamente un difetto.

La schiuma è bianca, abbondante e generalmente persistente, favorita dalla rifermentazione in bottiglia. Durante questo processo vengono aggiunte piccole quantità di lievito e zucchero prima della chiusura; la fermentazione successiva sviluppa naturalmente anidride carbonica e contribuisce a una bollicina fine.

La tenuta della schiuma dipende anche dalla pulizia del bicchiere. Tracce di grasso, brillantante o detersivo possono ridurne rapidamente la stabilità e alterare la percezione aromatica.

Profumo e carattere aromatico

Al naso il luppolo è immediatamente riconoscibile. Emergono sentori di erba tagliata, fieno, fiori, scorza di agrume e leggere sfumature resinose. Il lievito può aggiungere note pepate, fruttate e lievemente rustiche.

La base maltata rimane discreta, con richiami di pane chiaro, cereale e crosta di pane. Il suo compito non è competere con il luppolo, ma offrire il sostegno necessario affinché l’amaro non risulti completamente privo di equilibrio.

Una bottiglia molto giovane tende a mostrare maggiore vivacità erbacea e floreale. Con il tempo il profilo del luppolo può perdere brillantezza, lasciando più spazio a malto, lievito e sensazioni evolute.

Gusto, corpo e finale

L’ingresso al palato è asciutto e pulito, con una breve morbidezza maltata che viene rapidamente raggiunta dall’amaro. Il corpo è medio e non particolarmente pesante: la descrizione di una birra “corposa” va quindi intesa come ricchezza gustativa, non come consistenza densa o dolce.

La carbonazione vivace rende il sorso teso e accompagna le note di luppolo. Nella parte centrale emergono sfumature di cereale, erbe, pepe e scorza di pompelmo. Il finale è lungo, secco e nettamente amarognolo, con una persistenza che può sorprendere chi è abituato alle blonde belghe più morbide.

Il valore di 60-65 IBU indica una quantità importante di sostanze amare, ma non descrive da solo la sensazione percepita. Corpo, dolcezza residua, temperatura e carbonazione influenzano il risultato. In XX Bitter la secchezza accentua la nettezza dell’amaro.

Temperatura, bicchiere e mescita

Le indicazioni commerciali più comuni suggeriscono un servizio tra 6 e 8 °C. Una temperatura troppo bassa ridurrebbe gli aromi del luppolo, mentre una birra eccessivamente calda potrebbe far apparire l’amaro più ruvido.

Un calice a tulipano o un bicchiere da blonde belga permette di concentrare i profumi e sostenere la schiuma. La bottiglia va conservata in verticale e versata lentamente. Chi preferisce un aspetto più limpido può lasciare il deposito sul fondo; chi desidera una presenza maggiore del lievito può aggiungerne una piccola parte nel bicchiere.

Abbinamenti gastronomici

L’amaro deciso rende XX Bitter adatta a piatti grassi e saporiti. Funziona con pollo arrosto, carne di maiale, hamburger, pesce fritto e verdure in pastella. La carbonazione e il finale secco aiutano a ripulire il palato.

Può accompagnare formaggi stagionati, Gouda, cheddar e formaggi di capra dal gusto pronunciato. È interessante anche con cozze, patatine fritte e altre preparazioni della tradizione belga.

Con piatti molto piccanti l’amaro può aumentare la sensazione di bruciore, mentre ingredienti già molto amari possono creare un abbinamento eccessivamente duro. In questi casi è preferibile scegliere sapori sapidi, grassi o leggermente dolci che offrano contrasto.

Conservazione

XX Bitter deve essere conservata al buio, in posizione verticale e a temperatura fresca e stabile. La rifermentazione consente un’evoluzione nel tempo, ma il carattere del luppolo si apprezza meglio quando la birra è relativamente giovane. Un lungo riposo può ridurre le note floreali ed erbacee, rendendo il profilo più morbido ma meno caratteristico.

In conclusione

XX Bitter è una blonde ale belga del 6% nata nel 1997 e caratterizzata da 60-65 IBU. Brewers Gold e Hallertau Mittelfrüh costruiscono un amaro erbaceo e persistente, sostenuto da una base maltata asciutta. Servita tra 6 e 8 °C, è particolarmente adatta a fritti, carni arrosto e formaggi stagionati.

La scheda


Stile birraio

Stile birraio

Belgian IPA / Belgian Ale amara
Gradazione alcolica

Gradi alcolici

6,2% vol.
Temperatura di servizio

Temperatura di servizio

8 – 10 °C
Boccale consigliato

Boccale consigliato

Calice a tulipano, ideale per valorizzare aromi luppolati e complessità.
Abbinamento

Abbinamento con il cibo

Perfetta con piatti speziati, formaggi stagionati, carni alla griglia e cucina etnica piccante. Interessante anche con salumi e fritti.