
DESCRIZIONE
Mitchell’s Old 90 non è una birra prodotta in Scozia né una referenza dello storico birrificio Mitchell’s di Lancaster. Le informazioni disponibili la collegano alla Mitchell’s Brewery di Knysna, nel Western Cape sudafricano, la stessa realtà che ha prodotto Raven Stout, Bosun’s Bitter e Forester’s Lager.
La birra è conosciuta soprattutto come Mitchell’s 90 Shilling Ale, mentre la forma Old 90 o Old 90/- compare in alcune vecchie denominazioni e annotazioni di degustazione. Si tratta di un’ale sudafricana ispirata alla tradizione scozzese, caratterizzata da colore ambrato, base maltata rotonda e leggere sfumature speziate. La sua disponibilità attuale non è del tutto chiara e può dipendere dal mercato o dal punto vendita.
Una Scottish Ale nata in Sudafrica
Mitchell’s Brewery venne fondata a Knysna nel 1983 da Lex Mitchell, in una fase ancora iniziale per il movimento della birra artigianale sudafricana. Le prime produzioni si ispiravano a stili britannici ed europei, reinterpretati per il mercato locale.
La 90 Shilling Ale rientrava in questa impostazione. Il riferimento scozzese riguardava il profilo della ricetta, non il luogo di produzione. Definirla una birra scozzese autentica sarebbe quindi impreciso: è più corretto presentarla come un’ale sudafricana di ispirazione scozzese.
Anche l’associazione con Lancaster nasce probabilmente dalla presenza, nel panorama britannico, di uno storico birrificio Mitchell’s. Non risultano però elementi sufficienti per attribuire Mitchell’s Old 90 a quella realtà inglese.
Che cosa significa “90 Shilling”
Il termine “shilling” deriva da un antico sistema scozzese di classificazione commerciale. In origine numeri come 60, 70, 80 o 90 indicavano il prezzo applicato a una botte di birra e tendevano indirettamente a rifletterne forza e ricchezza. Con il tempo queste denominazioni sono state utilizzate in modo meno rigoroso per suggerire diversi livelli di intensità.
Il numero 90 non corrisponde quindi alla percentuale alcolica, all’amarezza o a una quantità esatta di malto. Nella comunicazione moderna può indicare semplicemente una Scottish Ale più ricca rispetto alle versioni leggere, senza rispettare necessariamente una classificazione storica precisa.
Le schede dedicate alla Mitchell’s 90 Shilling Ale riportano generalmente una gradazione intorno al 5-5,2%. Si tratta di un valore moderato, lontano da quello di molte Scotch Ale particolarmente forti o Wee Heavy. È comunque opportuno controllare la confezione, perché dati e ricetta potrebbero essere cambiati nel tempo.
Aspetto e schiuma
Nel bicchiere la Mitchell’s Old 90 può presentarsi ambrata intensa, con riflessi ramati, mogano chiaro o rossastri. Non dovrebbe essere completamente scura o impenetrabile: la tonalità calda deriva soprattutto dai malti più colorati.
La schiuma può variare dal bianco avorio al beige chiaro, con una consistenza cremosa e una persistenza media. Il risultato dipende dalla carbonazione, dal metodo di servizio e dalla pulizia del bicchiere. Residui di grasso o detergente possono ridurre rapidamente la tenuta della schiuma.
Per versarla correttamente è consigliabile inclinare il bicchiere durante la prima parte della mescita e raddrizzarlo gradualmente. Questo sistema permette di conservare la vivacità della birra e ottenere una corona di schiuma proporzionata.
Profumi di malto, caramello e spezie
Il profilo aromatico è centrato sul malto. Si possono riconoscere crosta di pane, biscotto, caramello e toffee, accompagnati da possibili richiami alla frutta secca. In alcune condizioni possono emergere anche prugna, uvetta o mela cotta.
Le note speziate attribuite alla birra possono ricordare cannella, erbe o pepe delicato. Non è però corretto dedurre automaticamente che queste spezie siano state aggiunte alla ricetta. Sensazioni simili possono derivare dal lievito, dai malti, dal luppolo e dalla fermentazione.
Anche caramello, biscotto e frutta secca sono innanzitutto descrittori sensoriali. Indicano ciò che il profumo ricorda, non necessariamente ingredienti distinti presenti nella birra.
Gusto, corpo e finale
Al palato l’ingresso è morbido e maltato, con sapori di pane, caramello e cereale tostato. Il corpo può essere percepito come medio e rotondo, ma non necessariamente robusto come suggerisce la descrizione iniziale. La gradazione intorno al 5% e la vocazione conviviale fanno pensare a una birra strutturata ma ancora scorrevole.
La dolcezza maltata viene bilanciata da un’amarezza moderata. Il luppolo non dovrebbe dominare, ma contribuisce a evitare una chiusura eccessivamente zuccherina. La carbonazione, generalmente contenuta o media, accompagna il sorso senza renderlo pungente.
Il finale può risultare maltato, leggermente asciutto e speziato, con una persistenza di caramello, pane scuro e frutta. La sensazione calda dovrebbe rimanere misurata: non si tratta di una birra dalla gradazione estrema, anche se la morbidezza può rendere l’alcol meno evidente.
Differenza tra Scottish Ale e Scotch Ale
Le espressioni Scottish Ale e Scotch Ale vengono spesso utilizzate come sinonimi, ma possono indicare intensità differenti. Scottish Ale è una categoria ampia che comprende birre maltate di forza moderata. Scotch Ale viene invece frequentemente associata a versioni più robuste, dolci e alcoliche, talvolta chiamate Wee Heavy.
Mitchell’s Old 90 sembra avvicinarsi maggiormente a una Scottish Ale maltata di media intensità che a una vera Wee Heavy. La definizione “strong ale” risulta quindi poco precisa se fa pensare a una birra molto alcolica o particolarmente pesante.
Temperatura e bicchiere consigliati
Una temperatura indicativa tra 8 e 10 °C permette di apprezzare il malto senza accentuare troppo la dolcezza. Servirla ghiacciata renderebbe più difficili da percepire caramello, pane e spezie; una temperatura troppo alta potrebbe invece farla apparire pesante.
Sono adatti un bicchiere nonic da pinta, un tulipano o un calice da ale. Il recipiente dovrebbe offrire spazio alla schiuma e un’apertura sufficiente per percepire gli aromi.
Abbinamenti gastronomici
La componente maltata accompagna bene carni arrostite, hamburger, salsicce e maiale alla griglia. Nel contesto sudafricano può essere servita con boerewors, carne preparata al braai e bobotie non eccessivamente piccante.
È adatta anche a pasticci di carne, stufati, funghi, cipolle caramellate e verdure arrostite. Tra i formaggi si possono scegliere cheddar, gouda stagionato e prodotti affumicati dalla sapidità moderata.
Con i dessert funzionano meglio preparazioni poco zuccherine, come torte alle noci, biscotti speziati o dolci con mele e caramello. Una quantità eccessiva di zucchero rischierebbe di rendere la birra più sottile e amara per contrasto.
Conservazione e conclusione
La confezione deve essere conservata in posizione verticale, al riparo dalla luce e dagli sbalzi termici. Non essendo una birra molto alcolica, non va considerata automaticamente adatta a un lungo invecchiamento.
Mitchell’s Old 90 è dunque un’ale sudafricana ispirata alla tradizione scozzese, non una birra originaria della Scozia o di Lancaster. Il suo profilo unisce malto, caramello, pane e una speziatura delicata in un corpo medio e conviviale. La denominazione, la gradazione e lo stato produttivo devono essere verificati sulla confezione disponibile.
La scheda

Stile birraio

Gradi alcolici

Temperatura di servizio

Boccale consigliato















