Quale è il vero nome del kiwi?

Quale è il vero nome del kiwi?

『Scopri qual è il vero nome del kiwi e le differenze tra le varietà di Actinidia che producono questo frutto delizioso. 』


CURIOSITÀ

Il kiwi è un frutto ormai comune sulle nostre tavole, riconoscibile per la buccia bruna, la polpa verde o gialla e il caratteristico sapore fresco, dolce e leggermente acidulo. Quando si parla del suo “vero nome”, però, è necessario fare una distinzione: Actinidia non è il nome scientifico di un’unica specie, ma quello del genere botanico al quale appartengono le diverse piante che producono i frutti chiamati kiwi.

Le varietà più diffuse derivano principalmente da specie come Actinidia deliciosa e Actinidia chinensis. La prima viene generalmente associata al classico kiwi verde, mentre la seconda comprende numerose cultivar dalla polpa gialla o dorata. Esistono inoltre altre specie di Actinidia, alcune delle quali producono frutti più piccoli, con buccia liscia e commestibile.

Il termine “kiwi” rimane quindi corretto come nome comune del frutto, mentre Actinidia identifica il gruppo botanico al quale appartiene la pianta. Non sarebbe preciso affermare che il vero nome del kiwi sia semplicemente Actinidia, senza considerare la specie e la varietà coltivata.

Da dove proviene il kiwi?

La pianta del kiwi ha origini asiatiche e proviene in particolare dalla Cina. Qui cresceva spontaneamente e veniva conosciuta e utilizzata molto prima della sua diffusione nel resto del mondo. Il frutto era apprezzato per il gusto piacevole e veniva raccolto nelle zone in cui la pianta trovava condizioni favorevoli.

Le diverse specie di Actinidia sono originarie soprattutto dell’Asia orientale. Alcune si trovano anche in altre aree vicine, comprese parti della Corea, del Giappone e della Russia orientale. Il kiwi che acquistiamo abitualmente, tuttavia, è legato principalmente alle specie cinesi successivamente selezionate e coltivate su larga scala in altri Paesi.

La pianta venne introdotta in Nuova Zelanda all’inizio del Novecento. Qui i coltivatori iniziarono a selezionare esemplari capaci di produrre frutti più grandi, uniformi e adatti alla commercializzazione. La Nuova Zelanda ebbe quindi un ruolo decisivo nello sviluppo del kiwi moderno, pur non essendo il suo luogo d’origine.

Perché viene chiamato kiwi?

Prima di assumere il nome attuale, il frutto era conosciuto in alcuni Paesi come “uva spina cinese”, una denominazione ispirata alla sua provenienza e al gusto leggermente acidulo. Questo nome, però, poteva creare confusione, perché la pianta non appartiene alla stessa famiglia botanica dell’uva spina.

In Nuova Zelanda si decise quindi di utilizzare il nome “kiwifruit”, ispirato al kiwi, il piccolo uccello simbolo del Paese. La scelta risultò particolarmente efficace dal punto di vista commerciale e il termine si diffuse rapidamente sui mercati internazionali.

In italiano il nome è stato abbreviato semplicemente in “kiwi” e viene usato sia per indicare il frutto sia, nel linguaggio comune, la pianta. Quando è necessario essere più precisi, è preferibile parlare di Actinidia per la pianta e di kiwi per il frutto.

Actinidia deliciosa e Actinidia chinensis

Il kiwi verde più conosciuto è generalmente associato ad Actinidia deliciosa. Presenta una buccia marrone ricoperta da una leggera peluria, una polpa verde brillante e numerosi piccoli semi neri disposti intorno alla parte centrale più chiara.

Il suo gusto combina dolcezza e acidità, con variazioni legate al grado di maturazione. Un frutto ancora acerbo risulta più duro e aspro, mentre con il passare dei giorni la polpa diventa morbida e il sapore più dolce.

Actinidia chinensis comprende invece diverse varietà caratterizzate spesso da una polpa gialla o dorata. Questi kiwi tendono ad avere una buccia più liscia, una forma leggermente differente e un gusto generalmente più dolce e meno acidulo rispetto alle tipologie verdi.

La distinzione non deve però essere basata soltanto sul colore. Le caratteristiche possono cambiare in base alla cultivar, cioè alla varietà selezionata per la coltivazione. Per conoscere con precisione la specie o la cultivar di un frutto è necessario fare riferimento alla sua denominazione completa.

Esistono anche kiwi piccoli e senza peluria

Oltre ai kiwi verdi e gialli, esistono frutti prodotti da altre specie di Actinidia. Uno degli esempi più interessanti è il cosiddetto mini kiwi, spesso legato ad Actinidia arguta.

Questi frutti sono molto più piccoli rispetto ai kiwi tradizionali e possiedono una buccia sottile, liscia e commestibile. Possono essere mangiati interi, dopo essere stati lavati, senza bisogno di sbucciarli. La polpa ricorda quella del kiwi comune, ma il sapore può risultare più dolce e aromatico.

Esistono anche specie particolarmente resistenti al freddo, capaci di crescere in climi nei quali il kiwi tradizionale incontrerebbe maggiori difficoltà. Il genere Actinidia comprende quindi una notevole varietà di piante, non tutte ugualmente diffuse nei mercati europei.

Come cresce la pianta del kiwi?

L’Actinidia è una pianta rampicante e vigorosa. Per svilupparsi correttamente necessita di sostegni, come pergole, fili o strutture simili a quelle utilizzate in alcuni vigneti. I suoi rami possono allungarsi notevolmente e devono essere potati per mantenere la pianta ordinata e favorire la produzione.

Molte varietà sono dioiche: ciò significa che i fiori maschili e quelli femminili crescono su piante separate. Per ottenere i frutti è quindi necessario coltivare almeno una pianta maschile nelle vicinanze di quelle femminili, così da permettere l’impollinazione.

Esistono anche alcune varietà autofertili, ma la produttività e la qualità possono dipendere dalle condizioni di coltivazione. La pianta richiede un terreno ben drenato, una buona disponibilità d’acqua e una posizione protetta dai venti forti e dalle gelate tardive.

Il kiwi in cucina

Il kiwi può essere consumato al naturale, tagliato a metà e gustato con un cucchiaino oppure sbucciato e affettato. È adatto a macedonie, frullati, yogurt, porridge e dessert freschi.

Può essere utilizzato anche per preparare salse agrodolci, composte e abbinamenti con ingredienti salati. Il suo gusto acidulo si accompagna bene a formaggi freschi, insalate, pesce e alcune preparazioni a base di carne.

La polpa contiene enzimi capaci di agire sulle proteine. Per questa ragione il kiwi fresco può rendere più difficile la gelificazione di alcuni dessert preparati con gelatina animale e, se lasciato troppo a lungo a contatto con latticini o creme, può modificarne la consistenza. Una breve cottura riduce questo effetto.

In conclusione

Il kiwi non possiede un unico “vero nome” alternativo. Kiwi è il nome comune del frutto, mentre Actinidia è il genere botanico della pianta. Le specie più note sono Actinidia deliciosa, associata soprattutto al kiwi verde, e Actinidia chinensis, dalla quale derivano numerose varietà a polpa gialla.

Originario della Cina, il frutto ha assunto il nome attuale grazie alla sua successiva coltivazione e commercializzazione in Nuova Zelanda. Oggi viene prodotto in molti Paesi e comprende varietà differenti per colore, dimensione, consistenza e sapore, tutte appartenenti all’ampio e interessante genere Actinidia.